Storia


La società 

Il calcio a Paternò, è da sempre sinonimo di vittorie, bel gioco e squadre di un certo livello che hanno appassionato ed entusiasmato i tanti sostenitori rossazzurri nel corso sua lunga storia.

Fin dagli albori degli anni ’30. il Paternò sotto il nome di Ibla, rappresentava un vero spauracchio per le squadre del comprensorio. Poi venne la guerra, ed oltre all’Ibla, in città nacquero la Fiamma e  la Pro Italia, ma il vero salto di qualità si ebbe nel 1954 con la nascita della Polisportiva Paternò che rilevò in blocco, il gruppo della Fiamma per costituire una squadra molto competitiva.

Tra quelle fila, sotto l’attenta guida di Nico Prevosti che fungeva da allenatore e giocatore, militavano calciatori diventati famosi nel tempo come Coco (nonno del giocatore del Milan), Cunsolo, i fratelli Angelotti, Beltrame, Savino, Maugeri, Conti, Orto e Di Grazia.

Furono i tempi dei primi scontri contro l’Adrano che si concludevano, quasi sempre, con la vittoria del Paternò ed il terzo posto in classifica.

E’ nella stagione 1961-62 che il Paternò cominciò davvero a fare sul serio. Con l’avvento alla presidenza di Pippo Gennaro ed Arnaldo Riva in panchina, venne allestita una formazione d’altissimo livello che annovera giocatori del calibro di Chirieleison, Brigante, Borina, Viola, Gallo, Guarnera, Valeni, Borgo, Greco, e soprattutto Giuliano Checchi, un vero e proprio “castigo di Dio”, capace di metter a segno ben 33 gol e di portare il Paternò allo spareggio di Licata, vinto contro la Folgore di Castelvetrano.

Il Paternò in IV serie si comporta benissimo, lancia degli ottimi giocatori tra i quali il bomber Tanino Troja, diventando ben presto una delle formazioni siciliane più apprezzate. Nella stagione 1964-65, la compagine rossazzurra, ben messa in campo, era quotata per la vittoria finale.

Purtroppo, però, per dei contrasti interni tra il leader Mario Corti e l’allenatore Riva, il campionato sfugge di mano a favore del Savoia di Torre Annunziata. L’anno successivo il Paternò ci riprova, il nuovo mister, Maluta, ha a disposizione una rosa fortissima che comprende Trevisan, Codraro, Ferrante, Ortolani, Palazzo, Tedesco, Schettino, Sartori, Alberti, De Pierro e Busetta, ma, dopo un torneo vissuto al vertice ed un entusiasmante testa a testa contro la Massiminiana, i sogni dei rossazzurri s’infrangono alla penultima giornata contro la Scafatese.

Paternò vicino alla Serie C anche nella stagione 1968-69, con la squadra guidata ancora da Riva che si esibisce in un duello contro l’Acquapozzillo di Acireale che però svanisce, ancora una volta, nelle ultime giornate.

Negli anni ’70 e ’80 i rossazzurri vivacchiano in D, pur lanciando giocatori di buon livello come Cantone, Impellizzeri, Pannitteri e Di Stefano, ma negli anni ’90 arriva il fallimento.
Il Paternò ripartirà dalla Promozione e dall’Eccellenza con alla guida Nino Naso che per poco non c’entra l’obiettivo sfiorando la promozione in Serie D.

Nel 1998, lo svolta. Il sodalizio fu acquistato da Marcello Lo Bue, l’uomo che rifarà la storia del Paternò, portando ben presto i rossazzurri a vincere 3 campionati di fila. Il campionato di Eccellenza nel stagione 1999-2000, il campionato di Serie D nel 2000-2001 e la Serie C2 nel 2001-2002 dopo un emozionante play off contro il forte Foggia.

Sono gli anni, in cui militano a Paternò dei giocatori eccezionali, come Del Vecchio, Del Giudice, Pannitteri (capocannoniere in D con il record di 28 gol in 27 partite), il capitano e simbolo del Paternò Peppe Pagana, Di Dio, Malafronte, Bertoni, Musumeci, Polessi, Fimiani, Sorce, Brutto, Marchese, Manca, Chigou, Tombesi, Russo, Cirina, Liberati e Sapienza.
Anni indimenticabili, in cui il Paternò, sotto la guida di Pasquale Marino, balzò alle cronache nazionali ed internazionali come la squadra che esprime il miglior gioco d’Europa.

La mancata iscrizione nel 2004-2005, su un duro colpo per la piazza, ma si ricominciò con Orlando, vincendo i campionati di Promozione e di Eccellenza, stagione nel quale Angelo Busetta firmò  con 10 vittorie di fila, ipotecando la promozione in Serie D.

Con Galati, di seguito, fu allestita una squadra importante. Una stagione vissuta intensamente nella quale il Paternò del bomber Lo Coco mantenne a pieni voti la categoria.

L’anno successivo, tuttavia, le redini vanno ad Argenio e da li a poco, nonostante gli sforzi economici notevoli, il Paternò retrocedette in Eccellenza, perdendo al 94’ i play out contro il S.Antonio Abate.

Solo nel 2012 la squadra, acquistando il titolo dell’Adrano, riapproda in Serie D con la presidenza di Stefania Amato che affidò la squadra al tecnico Pippo Strano. La squadra disputò un buon campionato classificandosi al 6° posto, ma purtroppo la beffa era dietro l’angolo.
Gli alti costi di gestione insostenibili e senza l’aiuto di nessuno, il Paternò rinuncia alla Serie D ripartendo dalla Promozione.

L’inizio della stagione 2013-2014 fu catastrofico. Dopo la sconfitta in Coppa Italia, la presidentessa Amato affida la squadra a Franco Pannitteri, il quale allestisce un organico di ottimo livello. E’ testa a testa con il Giarre e la Sicula Leonzio del potentissimo presidente Leonardi, ma alla fine, a spuntarla sono i giarresi. Si va ai play off, dove i rossazzurri sconfissero 2-0 la Leonzio conquistando la finale regionale. Il match giocato a Gela contro il Mussomeli non ha storia. Il Paternò vince 3-1 e conquista così l’Eccellenza.

Il nuovo campionato parte sottotono, buoni auspici tuttavia, ma la società non naviga nell’oro ed i problemi economici tornano alla ribalta. E’ anche rottura tra la tifoseria e la dirigenza, per cui la salvezza diventa quasi una chimera. Pannitteri, però, riesce nel miracolo e per il Paternò arriva una meritata salvezza con un futuro brillante. La presidentessa Stefania Amato, però, stanca dei rapporti con la città e con l’amministrazione comunale decide di mollare tutto.

Il Paternò vero e proprio non esiste più, ma due squadre si fanno largo nelle retrovie: il Real Città di Paternò (neopromosso in Promozione) e la FCD Paternò che si iscrive al campionato di 3° categoria. Le due squadre raggiungono ottimi risultati, il Real Città di Paternò dell’imprenditore Ivan Mazzamuto disputa un buon campionato di Promozione, mentre la FCD Paternò, poi Paternese, vince la 3° categoria e poco dopo si iscrive in 1° categoria. I rispettivi campionati sono positivi per entrambi, nonostante il Real Città di Promozione arrivi 3° in Promozione ed in finale di Coppa Italia, perde sia la finale Playoff contro il Ragusa in modo rocambolesco, che in coppa contro il Cus Palermo. La Paternese o FCD Paternò, in 1° categoria vince il campionato.
A fine stagione, saggiamente i due sodalizi decidono di fare la fusione con lo stesso Mazzamuto, unico presidente, ottenendo il ripescaggio in Eccellenza, massimo campionato regionale.

Il primo campionato del Paternò Calcio, targato Ivan Mazzamuto, è ricco di ambizioni, tuttavia, si conclude con un onorevole 6° posto. Ma qualcosa è cambiato rispetto al precedente passato, viene rifondato il settore giovanile e l’organizzazione societaria diventa punto di forza di questo nuovo corso.

La stagione 2018-2019 parte con molte attese ma, la sfortuna e alcune scelte tecniche errate, fanno perdere troppi punti ai rossazzurri. La regular season si conclude con il 4° posto e la disputa dei playoff. La squadra è in forma, gioca a Biancavilla, ma la sfida finisce soltanto 2-2 che permetterà ai gialloblu di superare il turno, ma in città si riaccende l’entusiasmo.

La stagione 2019-2020 vede alla guida del sodalizio paternese, dapprima Pippo Strano e dalla 10° giornata in poi Gaetano Catalano che dispone di una rosa di spessore, composta da under talentuosi e giocatori di consolidata esperienza. Dopo l’ennesima vittoria, conquistata nell’ultima gara del girone d’andata, contro il Rosolini, i rossazzurri si laureano, con una giornata d’anticipo, campioni d’inverno a quota 36 punti, chiudendo il 2019 con numeri da record.

Una prima tranche di stagione da incorniciare, nel quale, la squadra, ha custodito e mantenuto gelosamente l’imbattibilità conquistando il primo posto in classifica con un notevole margine di distacco dalle inseguitrici. Il girone si apre sotto i migliori auspici. Su nove partite giocate, i rossazzurri ne vincono sette e pareggiano due volte.

Ultima gara, al “Falcone-Borsellino” contro il Gela Fc, match che la squadra guidata da mister Catalano, vince sonoramente con il risultato di 4-1. Accadeva il primo del mese di marzo 2020, ultimo appuntamento in campo, prima che l’emergenza sanitaria legata alla diffusione, su scala mondiale, del Covid-19, imponesse un severo stop ad ogni settore professionale e sociale.

Da allora stop ai campionati. La Lega Nazionale Dilettanti prenderà del tempo prima di emanare i verdetti sciogliendo ogni riserva a giugno 2020 e decretando la promozione delle prime classificate e retrocessione delle ultime.

Il Paternò Calcio, primo in classifica a quota 59 punti, con 23 partite giocate, 60 reti messe a segno, 8 subite, 18 vittorie e 5 pareggi, accede per la 30° volta nella sua storia, alla quarta serie, centrando l’obiettivo a pieni voti.

Non solo: i rossazurri raggiungono la meta conquistando anche il record nazionale, dalla Serie A all’Eccellenza, di imbattibilità e miglior difesa, disputando senza mai perdere, 23 gare in campionato, 6 in Coppa Italia e 4 amichevoli di prestigio. Serie D conquistata a pieni voti, obiettivo centrato grazie ad un gruppo fantastico di calciatori e staff tecnico, ad una dirigenza affiatata e competente e arricchito dal calore irrinunciabile, dei tifosi rossazzurri, che hanno accompagnato, sempre e da sempre, il cammino e le fortune del Paternò Calcio.

Il club rossazurro oggi partecipa al campionato di Serie D.
Il presente è già storia.      

Testi di Federica Zammataro e Vincenzo Anicito